Movimento di artisti animici

“E’ un Movimento di artisti animici che con le loro opere mirano a espandere la coscienza delle persone, per favorire il loro accesso alla Verità oltre l’illusione.

Se si vuole liberare la massa non si può produrre arte per la massa, ma la si deve sempre costringere a uno sforzo di apertura. Lavorando in favore dell’opinione pubblica non si aiuta il popolo, perchè dandogli ciò che chiede, cioè le cose con cui esso entra vibratoriamente in risonanza – come chi mira ad irretirlo – lo si sprofonda sempre di più nel suo stato soporifero.

L’artista che ha deciso di mettersi al servizio dell’umanità non arresta mai la sua corsa; egli si manifesta come un punto interrogativo vivente, un essere che suscita la meraviglia, che non combatte la mediocrità, ma la affoga nella Bellezza. L’opera artistica è intesa come modo di vivere, come regalo all’umanità, come servizio ad essa, non come motivo di guadagno economico o sterile divertimento.

L’artista non ha bisogno del consenso o della gratificazione semplicemente perchè è già invaso dalla Gioia che viene dal Cuore, una sensazione che va molto oltre ogni genere di piacere. Il consenso del pubblico può arrivare oppure no, ma ciò non costituisce che una circostanza irrilevante.

L’artista che vuole divellere le radici dell’abitudine, scardinare le blindature fatte di vecchi modi di pensare, si preoccupa soprattutto di immettere nuove elevanti intuizioni nell’atmosfera. L’extra-ordinario e il para-doxale (para-doxa = oltre l’opinione) devono affermarsi prima nel suo pensiero, poi nella sua azione quotidiana e infine nella sua opera.

In questo modo soppiantiamo i pensieri ‘precotti’ di cui si nutre l’umanità intera. Il vecchio non va soffocato, è sufficiente confrontarlo costantemente con il nuovo; la sua sonnolente banalità deve apparire evidente quando viene costretto al raffronto con l’insolito che avanza. Il processo di distruzione di qualcosa non è altro che l’avanzare di qualcosa di diverso. Mai concentrare la propria energia sul vecchio… se si desidera trascenderlo.

Non cadiamo però nella trappola del ‘sensazionalismo’, non proponiamo lo ‘stupore ad ogni costo’; non vuole essere il desiderio di stupire a muoverci. Non si esprime il Bello sbalordendo il pubblico, ma, al contrario, è lo ‘stupore estetico’ a nascere come conseguenza naturale dell’aver espresso il Bello.

Il Bello può mimetizzarsi nell’immagine di un giovane che piange lacrime di melanconia; in una prostituta che si sporge verso il finestrino di un’auto che si è appena fermata… Anche questi possono diventare fatti extra-ordinari e risveglianti. Lo stupore non nasce dall’evento, ma dalla qualità vibratoria dell’artista con cui lo si mostra. O meglio, la qualità vibratoria dell’artista consente lui di mostrare l’evento in sè, oltre la superficie, e ogni evento, quando è colto in sè, è Bello e stupefacente, mentre nel’apparenza può ancora verificarsi l’illusione della bruttezza.

Naturalmente, affinchè l’informazione estetica del Bello possa essere colta è necessaria una certa simpatia vibratoria da parte dello spettatore: egli va e-ducato al Bello.

Solo chi si è fatto Guerriero igneo può mostrare il Bello. Chi sente di poter intraprendere questa strada si faccia avanti”.

Salvatore Brizzi Officina Alchemica – L’Alchimia come Via per la felicità incondizionata

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