Le Sacerdotesse della Canapa

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Nuovo romanzo

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Ecco un breve estratto dal nuovo romanzo che ho appena finito di scrivere. Cosa ne pensate?
“Dall’altro lato della vita si staglia la morte. I suoi occhi vegliano sul nostro cammino giorno dopo giorno. Come un incubo che ci sveglia nel cuore della notte, ci fa dubitare della nostra presenza in questa realtà. Ha un odore sulfureo, un viso sottile e allungato, gli occhi scavati e le mani rugose. Si avvicina con passi lievi e afferra il nostro cuore, il respiro si acquieta e il sonno assottiglia le percezioni della mente.
Morire non è mai doloroso. Morire non è mai il problema. Ciò che fa più male è rimanere. Essere testimoni della dipartita di coloro che più amiamo, permettere ad ognuno di loro di allontanarsi da noi, di varcare nuovi confini, in nostra assenza. Lasciarli andare con gioia è l’atto di amore più vero che il nostro cuore possa concepire. Apprendere a sentire la loro presenza dentro di noi è l’atto più difficile che la nostra anima possa realizzare.”

É la Befana una Strega?

 Da cosa deriva la celebrazione della Befana? Chi è davvero la Befana?

L’antico rito stagionale connesso alla rinascita della Natura diventa nel nostro odierno la rappresentazione scherzosa e divertente della Befana, una vecchietta graziosa, che viaggia su una scopa volante, e porta doni e dolci ai bambini. Proprio in concomitanza, nel medesimo periodo, in Italia un tempo si celebravano tra il X e il VI secolo a. C. dei riti propiziatori di ringraziamento e preparazione per il nuovo anno.

I Romani ereditarono tali riti, associandoli al loro calendario. Per i Romani, infatti, il momento eclatante era costituito dalla nascita di Sol Invictus, che avveniva il 25 dicembre. Attraverso la celebrazione di Sol Invictus e le seguenti 12 notti dopo il solstizio invernale, si celebrava cosí sia la morte sia la rinascita del Sole e di Madre Natura. Infatti i Romani credevano che in queste notti, delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti. Tali donne furono rappresentate come Diana e le sue sacerdotesse.

La dea Diana, per i Greci Artemide, è la sorella di Apollo. Cacciatrice e signora delle fiere, è la dea della natura selvaggia e dei cicli lunari. Essendo una frequentatrice dei boschi e collegata alla fertilità, per la sua abilità di vegliare sulle partorienti, la sua figura incominciò ad essere contrastata e inglobata per mezzo delle figure femminili tipiche del Cristianesimo. Ciò nonostante il suo culto sopravvisse nei villaggi, nelle campagne, lontano dalle città e al riparo dalle persecuzioni in principio. Nonostante fu condannata inizialmente dalla Chiesa, l’antica figura pagana femminile fu accettata gradualmente nel Cattolicesimo, come una sorta di dualismo tra il bene e il male. Infatti, già nel periodo del teologo Epifanio di Salamina, nel 400 d.C., la stessa ricorrenza dell’Epifania fu proposta alla data della dodicesima notte dopo il Natale, assorbendo così l’antica simbologia numerica pagana.

Purtroppo nel Medioevo, e soprattutto nel momento in cui nacque l’Umanesimo, incominciò la caccia alle streghe. Proprio in questo momento, l’associazione con i culti pagani trasformò Diana e le sue ancelle in “figlie di Satana” e infine, furono associate a divinità infernali, adoratrici di un misterioso Dio cornuto, Pan. Il volo propiziatorio delle sacerdotesse venne sempre più concepito come una demonica cavalcata notturna, compiuto da donne talvolta cattive e spietate.

E così che la figura della strega volante nasce, associata anche alla strige, tipica delle leggende dell’Antica Roma, un uccello notturno di cattivo auspicio, che si nutre di sangue e carne umana. La follia collettiva, nata dal timore della fame e delle guerre, sommata al calcolo di perfide gerarchie di basso profilo all’interno degli Stati e delle Chiese, portò così alle relative persecuzioni e roghi. L’umanità trasformò il femminile, quello che un tempo era segno di fertilità e fortuna, in un nemico, un bersaglio facile, un capro espiatorio sul quale riversare le proprie paure.

Dedichiamo oggi del tempo al ricordo di queste donne. Cerchiamo di interiorizzare e lasciare fluire l’energia femminile presente dentro ad ognuno di noi.

Un abbraccio

Irene

Stirpe

Ecco una citazione dal nuovo romanzo che sto scrivendo…
“A differenza di te, ho scelto la libertà. Ho scelto una strada meno buia, più armonica con le leggi della vita in cui mi lascio fluire senza essere obbligato a dimostrare qualcosa. Talvolta è oscura e silenziosa, oppure macchinosa e complessa, ma comunque sia mi riporta sempre nel mio abisso interiore. Ho appreso a specchiarmi nella materia e a scorgervi l’infinito”
Attendo i vostri feedback!!! 📖😃🐍

guerriero warrior arciere

Il Falò dell’Abbondanza – Rongio di Masserano (Biella)

L’evento determinante che portò l’uomo a dare a questo momento dell’anno una tale importanza dipende da un giorno in particolare: il solstizio d’inverno, il giorno più breve dell’anno, il momento in cui il sole appare più lontano ma prossimo ad aumentare i suoi influssi sul ciclo vegetativo. Questa rinascita del sole veniva infatti attesa da tutte le popolazioni, ed era un momento talmente sacralizzato che tra il 21 e il 25 dicembre quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini e soprannaturali.

L’associazione di tale evento con la nascita di Gesù Cristo avviene esattamente durante il Concilio di Nicea,nel 325 d.C., nel momento in cui Costantino spianò la via al consolidamento del potere secolare della chiesa, stabilendo tramite voto l’esatta natura di Gesù, quale figlio di Dio. Nonostante in origine la nascita di Gesù coincidesse con l’Epifania, si decise di trasferire la data al 25 per sovrapporre la figura di Gesù a quella imperante nell’Impero Romano: Sole Invitto.

Nel momento in cui il Cristianesimo divenne religione di stato nel 380 d.C., tutti i culti pagani vennero proibiti e si giunse persino a dichiarare la pena di morte per coloro che effettuavano pratiche divinatorie e professavano culti pre-cristiani. Ma nonostante le misure inquisitoriali che vennero via via adottate, nei villaggi continuarono a sopravvivere i culti pagani. Non a caso, pagano significa “abitante del villaggio”.

A Rongio di Masserano, una borgata quasi spopolata, in provincia di Biella, è possibile percepire il collegamento con le antiche tradizioni pre-cristiane. Ogni anno, il 24 dicembre, dopo la messa di mezzanotte, viene festeggiato “Il falò dell’abbondanza”. Davanti alla chiesa viene eretto un fusto di ontano di oltre 10 metri di altezza e viene bruciato, traendo gli auspici per l’anno nuovo. Infatti dalle direzioni che prendono le scintille sulla sommità, si determina la fortuna o la sfortuna prevista nel futuro.

Scoprite con noi Rongio e i suoi misteri. Cliccate sul video ed esplorate l’antica celebrazione dell’abbondanza: