I quattro sentimenti puri della vita

“L’individuo, per migliorare se stesso e di conseguenza l’umanità, deve cercare di sviluppare la sua mente cosciente verso la mente supercosciente. Per giungere a ciò deve tener presente che l’evoluzione opera attraverso i quattro sentimenti puri della vita, quelli che non si possono esprimere a piacere, perchè esistono nell’uomo solo quando questi ha purificato le sue egoistiche attitudini verso la vita e gli altri esseri del creato. Il primo sentimento puro è l’affetto o amore puro, quello che si prova per i fanciulli, per gli animali e per alcune cose, e che è spontaneo perchè non è legato da sentimenti di possesso, di desiderio o di piacere. Il secondo sentimento puro è la compassione, che è il genuino e spontaneo sentimento che riempie l’essere umano quando si trova di fronte a chi è in difficoltà o soffre. Il terzo sentimento puro è la simpatia, il sentimento spontaneo che fa provare gioia per ciò che gli altri riescono a compiere. Il quarto sentimento puro è la neutralità, il più difficile da conquistare, e che ci permette di concedere agli altri ogni libertà di espressione e di indipendenza, mentre ci insegna a meglio controllare e giudicare noi stessi e il nostro operato. Sviluppando questi sentimenti costruttivi e usandoli nel considerare ogni aspetto della vita, l’uomo collaborerà efficacemente per la più rapida evoluzione dell’umanità”.

Bernardino del Boca La dimensione della conoscenza

 

La bussola del cuore

“L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Un lungo silenzio, poi continuò:

“I nostri sensi amano ingannarci, e gli occhi sono i più ingannevoli di tutti. Ci inducono ad avere troppa fiducia in loro. Crediamo di vedere solo quello che c’è intorno, ma quello che percepiamo è solo la superficie. Dobbiamo imparare a comprendere l’essenza delle cose, la loro sostanza, e per fare questo gli occhi ci sono più d’impedimento che altro. Ci inducono a distrarci, e noi ci lasciamo abbagliare. Chi si fida troppo dei propri occhi trascura gli altri sensi, e non intendo solo le orecchie  e il naso. Parlo di quell’organo che è dentro di noi e per il quale non c’è un nome. Chiamiamolo la bussola del cuore.”

Jan-Philippe Sendker L’arte di ascoltare i battiti del cuore