Al centro del nostro essere

“Nel punto di riposo, al centro del nostro essere, incontriamo un mondo dove tutte le cose riposano nello stesso modo. L’albero diviene allora un mistero, la nuvola una rivelazione, ogni uomo un cosmo delle cui ricchezze possiamo cogliere solo i bagliori.”

Dag Hammarskjold

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I quattro sentimenti puri della vita

“L’individuo, per migliorare se stesso e di conseguenza l’umanità, deve cercare di sviluppare la sua mente cosciente verso la mente supercosciente. Per giungere a ciò deve tener presente che l’evoluzione opera attraverso i quattro sentimenti puri della vita, quelli che non si possono esprimere a piacere, perchè esistono nell’uomo solo quando questi ha purificato le sue egoistiche attitudini verso la vita e gli altri esseri del creato. Il primo sentimento puro è l’affetto o amore puro, quello che si prova per i fanciulli, per gli animali e per alcune cose, e che è spontaneo perchè non è legato da sentimenti di possesso, di desiderio o di piacere. Il secondo sentimento puro è la compassione, che è il genuino e spontaneo sentimento che riempie l’essere umano quando si trova di fronte a chi è in difficoltà o soffre. Il terzo sentimento puro è la simpatia, il sentimento spontaneo che fa provare gioia per ciò che gli altri riescono a compiere. Il quarto sentimento puro è la neutralità, il più difficile da conquistare, e che ci permette di concedere agli altri ogni libertà di espressione e di indipendenza, mentre ci insegna a meglio controllare e giudicare noi stessi e il nostro operato. Sviluppando questi sentimenti costruttivi e usandoli nel considerare ogni aspetto della vita, l’uomo collaborerà efficacemente per la più rapida evoluzione dell’umanità”.

Bernardino del Boca La dimensione della conoscenza

 

La bussola del cuore

“L’essenziale è invisibile agli occhi.”

Un lungo silenzio, poi continuò:

“I nostri sensi amano ingannarci, e gli occhi sono i più ingannevoli di tutti. Ci inducono ad avere troppa fiducia in loro. Crediamo di vedere solo quello che c’è intorno, ma quello che percepiamo è solo la superficie. Dobbiamo imparare a comprendere l’essenza delle cose, la loro sostanza, e per fare questo gli occhi ci sono più d’impedimento che altro. Ci inducono a distrarci, e noi ci lasciamo abbagliare. Chi si fida troppo dei propri occhi trascura gli altri sensi, e non intendo solo le orecchie  e il naso. Parlo di quell’organo che è dentro di noi e per il quale non c’è un nome. Chiamiamolo la bussola del cuore.”

Jan-Philippe Sendker L’arte di ascoltare i battiti del cuore