I Vampiri Energetici

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Negli ultimi anni è tornata in auge nel mondo culturale la figura del vampiro. Da Twilight a Vampire Diaries si è assistito ad una rappresentazione del vampiro come di un essere affascinante e misterioso da temere, ma allo stesso tempo da amare. La sensazione di disorientamento e paura derivante dalla sua presenza è stata trasformata in fascinazione. Il vampiro non è più un essere pericoloso ma un angelo, un predatore dell’amore che sembra incarnare i desideri più reconditi di ogni donna. Il genere femminile ha incominciato a ricercare così la figura di un uomo soprannaturale e sensuale, un uomo che fa battere il cuore a causa dell’aura magnetica che emana, un uomo che mette in discussione la nostra realtà ordinaria, un uomo che può ucciderci ad ogni istante. Stiamo forse scambiando l’Amore con la A maiuscola con la Passione e la Morbosità Deleteria?

Ma chi è davvero il Vampiro?

Il vampiro della letteratura è in realtà una metafora di un’entità invisibile che vaga alla ricerca di energia vitale degli esseri viventi, un tipo umano che sottrae energia agli altri attraverso atteggiamenti quali l’aggressività, il vittimismo, la superiorità e il sentimentalismo. Sicuramente vi sarà già successo di uscire di casa di ottimo umore ed incontrare una persona con la quale iniziate a parlare e, ad un certo punto, provate un senso di inadeguatezza, di fastidio e di imbarazzo, oppure vi sentite più ansiosi ed euforici del solito. Dopodichè salutate la persona in questione e, di colpo, la felicità provata fino ad un momento prima lascia spazio ad uno stato di insoddisfazione e scontentezza. Si tratta forse di un problema legato ad una personale lunaticità, allo stress o al tempo atmosferico? No. Si tratta di uno stato psico-fisico derivante dall’incontro con un Vampiro Energetico.

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Quali sono i sintomi? Come riconoscerli?

– Nervosismo

– Tendenza alla malinconia

– Un improvviso blocco mentale

– Una debolezza personale

– Atti e gesti impacciati

– Sbadiglio

– Infatuazione improvvisa

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Ma chi è il vampiro?

Il vampiro è una persona all’apparenza inoffensiva che può incarnare diversi tipi: il genitore che schernisce i propri figli, facendoli sentire inadeguati in ogni circostanza; il fidanzato o la fidanzata gelosi e prepotenti che intrappolano l’ “amato” (si fa per dire) in un gioco di ricatti e assuefazione, facendo seguire all’umiliazione una morbosa vicinanza affettiva e un sentimentalismo eccessivo; il responsabile a lavoro che mette in ridicolo i dipendenti e occulta i loro meriti; il rappresentante insistente che manipola i nostri interessi, tentando a tutti i costi di farci comprare o firmare un contratto e il conoscente-vittimista che sbandiera i propri problemi a chiunque abbia tempo e voglia di ascoltarlo.

Come difendersi?

Il primo consiglio è quello di evitare un incontro con la persona in questione. Ma se decidete di affrontarlo, allora schermatevi più che potete, salutatelo con un sorriso e osservatelo per quello che è realmente, ovvero una persona infelice e insoddisfatta che è costretta a rubare energia per sopravvivere. Dategli ciò che egli nega, il rispetto e colpite il suo cuore con un paletto (ovviamente un paletto simbolico). Per fare fronte a tali drammi di controllo, cercate di inviare energia colma d’amore al suo sé superiore, permettendogli di allentare le rigidi supposizioni che lo rendono infelice e vampiro. Mostrate superiorità ai suoi attacchi e fategli comprendere con lo sguardo e, perché no, con le parole che il suo isolamento dal mondo lo condurrà ad una eterna infelicità. Se lui ruba energia agli altri, come può dire di essere, di esistere? Come può pervenire alla felicità e alla soddisfazione personale se vive a discapito degli altri? L’energia ha origine da una fonte superiore, è possibile attingere a tale fonte per mezzo del silenzio interiore, dell’armonia dentro e fuori di noi, del contatto con la natura e con la creatività. Non rubate energia agli altri, cercate di fare fronte ai vostri drammi di controllo, optando piuttosto per il silenzio e non lasciatevi avvolgere dal Nulla che alcune persone diffondono.

Se siete interessati all’argomento, vi consiglio il manuale “Vampiri Energetici. Come riconoscerli, come difendersi” di Mario Corte.

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Un abbraccio

Irene

Il Concilio di Efeso e il Biellese

Ci sono eventi nella storia dell’umanità che hanno portato l’umanità ad intraprendere percorsi le cui conseguenze a livello materiale ed eterico ci hanno condotto nel corso dei secoli a situazioni di disequilibrio e disgregazione. L’avvento dei monoteismi e il depotenziamento del femminile, iniziato con la cultura sumera ed egizia, in cui la donna diviene la compagna del Dio e la garante del suo potere, talvolta compiendo un viaggio per salvarlo, costituiscono due esempi. Pensate a Iside che con il suo vascello si avventura alla ricerca delle parti disperse di Osiride o al viaggio della dea Ishtar che scende agli inferi per riportare Tammuz, dio del raccolto, alla vita. Tale visione del femminino sacro non si collega più al culto di una grande madre cosmica, come rappresentano le statuette in creta o avorio di donne nude in cui si evidenziano gli attributi del corpo femminile obeso, realizzate a partire da 30000 anni fa.

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Al contrario tale visione viene occultata attraverso la rappresentazione di un femminino inglobato nelle figure della vergine Maria e della Madonna Nera. Nel momento in cui viene emesso l’editto di Tessalonica nel 380 d.C. il Cristianesimo viene dichiarato religione di stato e tutti i culti pre-cristiani vengono proibiti. Nel 423 d.C. Teodosio II dichiara che tali culti sono associati al demonio ed ordina per tutti coloro che persistono nel praticarli punizioni quali la tortura o il carcere. L’evento che funge da spartiacque è rappresentato dal Concilio di Efeso nel 431 d.C. in cui viene risolto il dibattito tra due scuole che si oppongono a proposito di Maria, come madre di Dio o di un uomo, arrivando alla conclusione che Maria è la madre di Dio. L’intento nascosto è rappresentato dal luogo in cui si tiene il concilio, ad Efeso, in un grande chiesa dedicata a Maria dove un tempo si praticavano culti legati alla Madre Terra e si adorava la Signora di Efeso fin dal 6 secolo a.C, grande madre, dea della fertilità e con il corpo ricoperto da protuberanze tondeggianti, identificate con uova o seni.

Attraverso questo passaggio, a poco a poco l’energia straripante del femminile incomincia ad essere inglobata e gli antichi culti vengono occultati dalla grande egregora della religione giudaico-cristiana. Nel Biellese il santuario Mariano, sorto nel 1300 ad opera del vescovo di Vercelli Sant’Eusebio, sorge in prossimità di un antico sito dove si svolgevano riti propiziatori per la fertilità e si veneravano le matres locali celtiche, divinità femminili, spesso sedute e recanti nel grembo simboli di abbondanza, posizionate nelle nicchie dei massi erratici, considerati dispensatori di guarigioni o portali per le dimensioni. Inoltre l’origine di Oropa potrebbe anche derivare dall’unione tra Or (monte) e Epo (Epona), che confermerebbe la presenza della divinità celtica Epona, la dea celtica dei cavalli, adorata in tutto l’insediamento celtico e rappresentata con una cornucopia e protettrice e dispensatrice di fertilità. A tale riferimento, è degno di nota il fatto che vicino al sito è presente un Rio delle Cavalle, che potrebbe essere un rimando all’antico genius loci che proteggeva la valle d’Oropa.

 

Così come la statua nera portata dal Vescovo fu costruita ad imitazione delle dee pre-cristiane (Iside la nera con il figlio Horus, Cibele, Artemide, Demetra che in Grecia era detta “La Madre Nera”) assise in trono e con il bambino in braccio, il quale appare privo di caratteristiche infantili (uomo in miniatura).  Anche il frutto che la vergine tiene nella mano destra, un melograno, è un frutto caro alle dee madri, e rappresenta la fecondità e l’abbondanza.

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Tutto dipende dagli occhi con il quale osservate il Reale…

Irene Belloni

Triora: il Paese delle Streghe

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L’energia del femminile ha accompagnato l’umanità sin dai suoi primordi, attraverso la percezione di una Grande Madre, rappresentazione di una forza magica in grado di donare la vita e accogliere nel suo grembo la visione di mondi superiori. La donna, in quanto rappresentazione terrena della dea madre, era considerata come dea, sacerdotessa e sciamana, incarnazione del Sole, fonte di vita e simbolo dell’estasi magistica vissuta nell’accoppiamento. Il depotenziamento della dea avviene nel momento in cui le prime civiltà fiorite intorno al 4000 a.c. presentano la donna come la consorte del Dio o la garante del potere del Dio, ovvero colei che assiste o salva l’amato, riportandolo talvolta in vita, affrontando viaggi e iniziazioni. Pensate al viaggio compiuto dalla dea sumera Ishtar per riportare in vita Tammuz e a Iside che ricompone le parti disperse del corpo di Osiride per concepire il figlio Horus.

Con l’avvento dei monoteismi, la donna assume due visioni contrapposte: diviene la tentatrice e peccatrice, associata al peccato originale, la strega, figlia di Lilith, la prima moglie di Adam, una donna terrificante che trascina nell’Ade l’uomo conducendolo alla disperazione e la vergine, la Madonna, rivelazione divina, associata alla purezza e all’innocenza che dona la vita al Sole, il futuro Messia. La dicotomia del femminile crea una frattura nel tessuto intuitivo dell’umanità, conducendo l’umanità ad associare il bene e il male all’energia del femminile, quel male che d’ora in avanti, a causa dell’ignoranza e della paura, sarà la causa di ogni avversità.

Sono proprio tali disgrazie quali le carestie e gli sconvolgimenti climatici che determinarono il bisogno di creare un capro espiatorio che doveva espiare ‘i peccati’, poiché il comportamento dissoluto di coloro che avevano deciso di ricercare Dio nella propria interiorità era visto in modo negativo da parte di coloro che si definivano ‘i veri agenti di Dio’. La persecuzione iniziata con i Catari nell’XI secolo e la lotta all’eresia si diffuse ad ampio raggio raggiungendo il suo apice con lo scontro e il desiderio di eliminare quell’energia creatrice rappresentata dalle donne.

Recentemente ho avuto l’opportunità di visitare Triora, un antico borgo medievale dominante la valle Argentina in Liguria, divenuto famoso per alcuni processi di stregoneria. Alcune donne locali vennero accusate di essere le artefici delle continue pestilenze, piogge acide, uccisione di bestiame e addirittura di cannibalismo verso bambini in fasce. Nel 1587 una terribile carestia e il cattivo tempo convinsero i disperati abitanti che le streghe erano la causa di una così grave sventura. L’Inquisitore di Genova e Albenga e il prete Girolamo del Pozzo furono chiamati a verificare i sospetti del parlamento locale e in un batter d’occhio 20 donne si trovarono al centro del mirino. Le 20 streghe diventarono subito 30 e continuarono a moltiplicarsi in un crescendo di paranoia e denunce fatte sotto tortura. Alcune delle accusate facevano parte di importanti famiglie. Prima della fine del processo una si era tolta la vita e un’altra era morta torturata. Almeno 4 presunte streghe furono bruciate. A Triora c’è un museo dedicato ai processi dell’Inquisizione e alla ricostruzione delle torture. Qui trovate il sito ufficiale del Museo etnografico e della stregoneria di Triora.

Vi invito a recarvi a Triora: un’avventura che vi permetterà di non dimenticare i Sogni di ogni donna accusata di stregoneria che risiedono nel ContinuoInfinitoPresente…

Un abbraccio

Irene

San Michele e il drago a Piedicavallo

IMG_20170408_194633_670Il mondo dei simboli è un mondo vivo, in costante divenire a cui si accede per mezzo dell’intuizione.  Il primo elemento che deve spingere un ricercatore ad osservare con nuovi occhi i luoghi che visita è la curiosità, il domandarsi per quale motivo in un determinato luogo si trova un quadro, un simbolo, un affresco, una statua o una chiesa. Una volta che si riconosce la singolarità dell’elemento che attrae la nostra attenzione, la propria ricerca deve essere sia exoterica, ovvero apprendere per mezzo delle fonti e dei documenti ufficiali, attingendo il sapere dall’esterno, sia esoterica, ovvero mettersi in ascolto, attraverso l’intuizione e fare entrare in noi il mistero o l’aspetto inusuale, permettendo al segreto di cambiare i nostri preconcetti e punti di vista.

Il Biellese, il luogo in cui risiedo, è un antro magico ricco di misteri e simboli che nasconde al proprio interno segreti e verità che ci collegano all’antichità. Oggi, camminando per le vie di Piedicavallo, un paese ricco di fascino e bellezza che si trova alla fine della strada della Valle Cervo, la mia attenzione è stata catturata da un dipinto che troneggia all’entrata della Chiesa del paese, rappresentante Michele e il drago, un santo chiamato sauroctone, ovvero uccisori di draghi.

Il drago o serpente è uno dei simboli più comuni in tutte le culture, innumerevoli leggende e miti ci collegano alla conoscenza di antiche tradizioni e archetipi inconsci che risiedono in ognuno di noi. Il gesto eroico compiuto da san Giorgio o san Michele pare rappresentare la lotta contro l’elemento ctonio, oscuro che ci caratterizza, la lotta con le parti che dobbiamo alchemizzare, bruciandole nell’alambicco interiore al fine di trasformare le emozioni negative che ne derivano in emozioni superiori. Il drago o serpente domina la materia, strisciando dentro di essa come una corrente tellurica di energia vivificante. Mentre il simbolo avvolge in ogni parte del mondo il rettile di visioni legate alla conoscenza e alla sapienza, addirittura collegandoci agli antichi avi, in culture come quella Cinese, Giapponese, gli Hopi, gli Aborigeni Australiani, I Maya e gli Aztechi, i Sumeri e gli Antichi Egizi, nell’alchimia, tale elemento deve essere trasformato. Questo è il motivo per cui tale dipinto appare all’entrata di una chiesa, per spingere colui che vi entrerà a bruciare tale parte, colpendola mortalmente con una lancia, sconfiggendo la propria natura inferiore per accedere alla dimensione dello spirito. Nel Cristianesimo ogni simbolo comunica molto di più di ciò che appare agli occhi dei profani…

Pensate che ci sono ulteriori interpretazioni che collegano il serpente all’energia del femminile, ma di questo aspetto vi parlerò nel prossimo post.

Un abbraccio

Irene Belloni

 

 

 

La misteriosa connessione tra Sirio e la storia umana

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Sin dai tempi antichi e tra diverse civiltà, Sirio, la stella del cane, è circondata da una misteriosa tradizione . Gli insegnamenti esoterici di tutte le età hanno sempre attribuito a Sirio un ruolo di primo piano e la sua importanza nel simbolismo occulto è una riprova di questo fatto. Cosa rende così speciale Sirio? E’ semplicemente dovuto al fatto che è la stella più luminosa in cielo? Oppure perchè l’ umanità ha un legame tanto antico quanto misterioso con essa? Questo articolo esaminerà l’ importanza di Sirio nel corso della storia e delle società segrete descrivendo il simbolismo che circonda l’astro.

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Sirio si trova nella costellazione del Cane Maggiore – conosciuta anche come il Grande Cane – per questo è nota come la “stella cane”. E’ 20 volte più luminosa del nostro sole ed ha una massa doppia. Di notte, Sirio è la stella più luminosa nel cielo ed…

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La cattedrale di Chartres

La cattedrale di Chartres sorge su un luogo con una particolare conformazione geologica, poiché si tratta di un poggio di granito situato in una piana di pietra calcarea: siamo in presenza di una polarità calcare-granito, presente tra l’altro in altri luoghi sacri, come Carnac e Stonehenge. Infatti camminando sul calcare sentiamo più fatica, come se […]

via Virgo Pariturae — il terzo orecchio