Limitless

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo”.

Giordano Bruno

Soffio di saggezza

“Credete di vederci solo perchè avete gli occhi,

ma vivete nel buio.

E’ la vostra cecità che dà il buio.

Parlo del fatto che non vedete al di là del vostro naso

perchè vi attaccate a ciò che è tangibile

e perdete di vista la realtà vera.

E’ così che nascono le vostre paure e insicurezze.

Dovete imparare a usare la vostra intuizione creativa

per distinguere l’essenza delle cose ed essere più consapevoli.

Distinguere l’apparenza superficiale dall’essenza della vita.

L’uno è il potere di Maya,

l’altro è il vostro lasciapassare

per una vita quasi scevra da paure.

Non è facile perchè, per vostra natura,

date importanza a ciò che luccica

e non vivete che raramente in modo consapevole.

Come fare, chiederete voi?

Dovete piano piano riuscire a vivere più consapevolmente,

ma soprattutto conoscendo la vostre potenzialità

e la vostra deità,

passatemi il termine,

e il fatto che le vostre prigioni

e la vostra libertà siete voi a crearle.”

C.M. – Un Maestro invisibile in Un soffio di serenità (C.Tenca/R.Barioglio/S.Montarolo)

Mente e pensiero

LA MENTE E’ COME UN OCCHIO CHE VEDE MA NON PUO’ VEDERE SE STESSO

“Dove esiste un oggetto, sorge il pensiero.” Il pensiero è allora una cosa e l’oggetto un’altra?No: ciò che è l’oggetto, proprio questo è il pensiero. Se l’oggetto fosse una cosa e il pensiero un’altra, allora vi sarebbe un doppio stato di pensiero. Così l’oggetto stesso è proprio pensiero. Può allora il pensiero esaminare se stesso? No, il pensiero non può esaminare il pensiero. Come la lama di una spada non può tagliare se stessa, come la punta del dito non può toccare se stessa, così un pensiero non può vedere se stesso.

Majjhima Nikaya

Siamo macchine che producono la realtà

L’essere umano riceve 400000 miliardi di informazioni al secondo ma ne registra solo 2000. Le informazioni che processiamo e assorbiamo dall’ambiente sono interpretate in base alle esperienze che abbiamo avuto nella nostra esistenza. Se pratichiamo ripetutamente lo stesso pensiero, le cellule nervose stabiliscono tra di loro delle solide relazioni a lungo termine. Per esempio, se ci lamentiamo quotidianamente, o soffriamo ogni giorno, diamo vita alla vittimizzazione nella nostra vita. Tutto ciò è dovuto al fatto che i pensieri fissi tendono a stabilire delle relazioni solide tra le cellule nervose, determinando l’identità della persona. Per eliminare la tristezza è perciò necessario interrompere questi pensieri e rompere le relazioni tra le cellule nervose che abbiamo precedentemente instaurato.

Le emozioni che sperimentiamo sono create da sostanze chimiche, definite peptidi, e sono assemblate in una zona del cervello: l’ipotalamo. Vi sono peptidi per il dispiacere, per la tristezza, per la vittimizzazione, e per la gioia. Se sperimentiamo uno stato emozionale è perché l’ipotalamo ha prodotto i corrispondenti peptidi e li ha liberati nel sangue. Una volta essere stati immessi nel sangue, essi raggiungono le cellule agganciandosi a un recettore. La cellula è la più piccola unità di coscienza del corpo. Se siamo spesso tristi, questo è dovuto al fatto che la tristezza è divenuta per noi una necessità chimica. Noi abbiamo bisogno di essere tristi per determinare un’euforia chimica, e così spesso provochiamo situazioni negative per soddisfare questa sensazione. Pensate alla tipica persona che soffre di vittimismo. Ogni volta che la incontrate vi parla di qualche sventura che gli è capitata da poco. Voi provate a darle dei consigli, le date il vostro punto di vista, ma niente… Quando la rincontrate a distanza di alcuni giorni, vi racconta di qualche altra terribile situazione nella quale si è trovata. Il motivo di questo atteggiamento? Ansia biochimica delle cellule che provoca il bisogno di “tristezza”.

Come far fronte all’euforia chimica? Come eliminare le solide relazioni tra cellule nervose che provocano emozioni negative? Interrompendo il pensiero. Già, proprio così. Smettete di pensare e tentate di costruire nuove esperienze. Cercate di far adeguare l’ambiente alla realtà che desiderate. Smettete di soddisfare un’euforia che vi danneggia a livello fisico e mentale.

Siamo macchine che producono la realtà.

Se siete interessati all’argomento, vi consiglio il documentario “What the Bleep Do We Know?”.

Campi d’energia

“Visti come campi d’energia, gli esseri umani appaiono sotto forma di fibre luminose, filamenti sottilissimi simili a ragnatele bianche, che li avvolgono dalla testa ai piedi. Di conseguenza, agli occhi di coloro che vedono, un uomo appare come un uovo di fibre fluttuanti, e le braccia e le gambe sono raggi di luce che si dipartono in tutte le direzioni.”

Carlos Castaneda La ruota del tempo

Il salto paradigmatico di inizio Novecento

“L’uomo è al contempo spettatore e attore nel grande dramma dell’esistenza”

Bohr Teoria dell’atomo e conoscenza umana

La rottura dell’ordine tradizionale, ritenuto durante la modernità un sistema immutabile e definitivo, a cui si identificava la struttura oggettiva del mondo, ha provocato all’inizio del XX secolo la nascita di una pluralità di rappresentazioni, fornite dalla scienza e dalla filosofia come possibilità di realizzare in modo compiuto e controllato una rappresentazione avanzata del mondo. L’inizio del Novecento è stato caratterizzato da salti paradigmatici rivoluzionari nel mondo scientifico, che hanno influenzato sia il pensiero filosofico sia la creatività in arte. Fino al Novecento la fisica si era mossa nel solco della meccanica newtoniana e dell’elettromagnetismo di Maxell. Una prima incrinatura dell’edificio del sapere scientifico fu provocata dalla teoria einsteniana della relatività che, riformulando le nozioni di spazio e tempo, mostrò l’incapacità della meccanica classica di descrivere la realtà.

Il nuovo salto paradigmatico fu determinato dalla nascita della meccanica quantistica che portò a osservare la realtà fisica in modo rinnovato. Una scoperta sensazionale che è stata fatta dai fisici quantistici è la seguente: rompendo la materia in porzioni sempre più piccole (elettroni e protoni), si arriva a un punto in cui quelle porzioni non posseggono più le caratteristiche degli oggetti. La capacità subatomica comune a tutte le particelle consiste nella loro possibilità di manifestarsi sia come particelle sia come onde. Esistono prove schiaccianti che dimostrano il fatto che i fenomeni subatomici, chiamati quanta, si manifestino come particelle solo quando li guardiamo. Quando un elettrone o un protone non viene osservato non ha posizione. Niels Bohr, uno dei padri fondatori dalla fisica quantistica, osservò che le particelle subatomiche esistono solo in presenza di un osservatore. Cosa si nasconde dunque dietro alle nostre spalle? Il fisico Nick Herbert sostiene che questa scoperta gli ha fatto spesso immaginare che dietro le sue spalle il mondo sia in realtà un brodo quantico radicalmente ambiguo, in continuo divenire. È perciò il nostro sguardo a bloccare il fenomeno, contribuendo alla creazione della realtà ordinaria? Se chiudiamo gli occhi, sussiste ancora una realtà? O si tratta di uno stato di sovrapposizione di onde di probabilità? Se siamo a noi a creare la realtà, abbiamo la possibilità di influenzare l’ambiente in cui viviamo?

Viviamo immersi in un oceano di infinite possibilità, la cui scelta risiede nelle nostre intenzioni.

Open your eyes

not those eyes

you are thinking about,

the eyes that

you forgot to have

when you were born.