Quando la tua energia fluisce…

“L’amore non ha bisogno di essere riconosciuto: non ha bisogno di riconoscimenti, di certificati, di qualcuno che lo assapori. Il riconoscimento dell’altro è accidentale, non è essenziale all’amore; l’amore continuerà a fluire. Anche se nessuno lo assapora, se nessuno lo riconosce, se nessuno si sente felice, deliziato per causa sua, l’amore continua a fluire, perché nel fluire stesso c’è una gioia, una beatitudine immensa. Nel fluire stesso… quando la tua energia fluisce…

Sei seduto in una stanza vuota e l’energia fluisce e riempie la stanza del tuo amore; non c’è nessuno – le pareti non diranno “grazie” – nessuno che lo riconosca, nessuno che lo assapori, ma questo non ha alcuna importanza. La tua energia che si libera, che scorre… ti senti felice. Il fiore è felice quando la sua fragranza si diffonde nel vento, anche se il vento ne è inconsapevole”.

Osho

Indossa il miglior impermeabile…

“Potrà piovere lì fuori, sulla terra, sulla strada, sulle cose… non temere la pioggia che bagna, ma quella che porta la tristezza nel tuo cuore. Se piove, indossa il migliore impermeabile, il tuo SORRISO. Una cosa è certa, la pioggia passerà, ed il sole, lui è sempre presente dietro le nuvole. Sempre.”

Stephen Littleword

Ama te stesso e osserva: oggi, domani, sempre

“Crea un’energia d’amore intorno a te stesso. Ama il tuo corpo e la tua mente. Ama tutto il tuo sistema, il tuo intero organismo, accettalo per ciò che è: questo è “amore”. Non cercare di reprimere. Noi reprimiamo solo quando odiamo, quando siamo contrari a qualcosa. Non reprimere, infatti, in quel caso come faresti a osservare? E noi non possiamo guardare il nemico negli occhi; possiamo farlo con la persona che amiamo. Se non sei un amante di te stesso, non riuscirai a guardare nei tuoi occhi, nel tuo volto, nella tua realtà”.

Osho Con te e senza di te – Una nuova visione delle relazioni umane

L’invisibile comunità

“Se tutti pensassimo agli altri e avessimo la sensazione di questa tacita, invisibile comunità, credo che ci capiremmo, i nostri nervi delicati e irrequieti sarebbero capaci di comunicazione e di replica, senza parole potremmo narrarci, per molte tacite miglia notturne, la nostra vita, le nostre pene e le nostre speranze. Potremmo forse piangere su destini a noi estranei, e nel comunicarli, anche i nostri ci sembrerebbero nuovi e graditi. Riscopriremmo in persone sconosciute nessi e intuizioni affiorati anche nella nostra vita, la cerchia si allargherebbe e vedremmo, tesi tra i continenti e le razze, i fili i cui capi credevamo di tenere in mano. Sfiorando questi fili come singole corde di una grande arpa ci poeteremmo una nuova vita, comune e più limpida, e faremmo quei passi verso la conoscenza dell’eterno che da soli non possiamo fare.”

Herman Hesse