Il viaggio della vita

 

“Viviamo in un’atmosfera di oscurità e disperazione, ma ciò è perché i nostri occhi sono abbassati e fissi verso terra, con tutte le sue manifestazioni fisiche, materiali e grossolane. Se l’uomo, invece di tutto ciò, procedesse il suo viaggio della vita guardando – non verso il cielo, che è solamente una metafora, ma dentro se stesso e centrando il suo punto di osservazione sull’uomo interiore, presto egli potrebbe sfuggire dalle spire del grande serpente d’illusione. Dalla culla alla tomba la sua vita allora potrebbe diventare sopportabile e valere la pena di vivere anche nei suoi momenti peggiori.”

Helena Petrovna Blavatsky

 

Quando le dicotomie svaniranno…

“Nel momento in cui infinito e finito perderanno la loro distinzione mentale di categorie sensibili, nell’istante che si eternizzerà nel semplice inesistente, noi troveremo il fluente impercepibile corso delle coincidenze che ci condurrà ad un sentiero che saprà sempre quale consiglio sussurrarci… Lì nessuno sarà più amico o nemico, compagno o rivale, non esisterà più bello o brutto, fisico o spirituale, ogni categoria mentale svaporirà e da una tavolozza – composta solo da colori caldi – con carezzevoli pennellate, verrà dipinto quel paradiso che ci circonda, il più semplice dei doni: il Tutto uno imprescindibile nel nostro essere, solo e completo in ognuno di Noi…”.

Massimiliano Cantone

Ciò che conta è tutto dentro di Noi

“Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.

Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo. Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi: allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare.”

Herman Hesse

Il tempo immobile e il tempo della coscienza

“Quando sorge in te l’impressione di stare perdendo tempo, impara a distinguere il tempo immobile dal tempo della coscienza. Il tempo immobile è il tempo senza durata, che trascorre nella mente. Un tipico esempio di tempo immobile è il tempo trascorso a lavoro. Anche se la mente ti fa credere di star attraversando un tempo composto da ore, secondi, minuti, quello che trascorre è l’illusione del tempo. Così tu credi di star sprecando la tua esistenza, mentre, in realtà, ciò che stai sprecando è l’opportunità di capire perché ti ritrovi in un’illusione. Il tempo della coscienza è il tempo che procede così lentamente da permetterti di fare tutto quello che ti pare con una tranquillità che prima di allora non credevi possibile. È il tempo del possibile, il tempo del risveglio, il tempo in cui il tuo Sé scorre nell’eternità. Solo colui che ha abbandonato il timore di sprecare tempo, vive il tempo della coscienza, e ad ogni respiro acquista forza ed energia necessarie per esplorare con occhi vigili la realtà in un caleidoscopio di istanti infiniti.”

Irene Belloni