La curandera

“Non appena ebbero finito di mangiare le due donne si misero a rassettare e Kantu riprese le sue domande: “Nonna, come dev’essere la vita della vera donna?”. La maestra la guardò a lungo e poi rispose: “La vera donna è una maestra di vita: guida il suo compagno, educa i suoi figli con l’azione, con gli insegnamenti, con l’esempio. Kantu, ricorda che nel cuore della donna risiede il pozzo della sapienza al quale attingono sia i geni che gli stolti. La donna ha bisogno di discepoli ai quali insegnare l’amore; l’uomo ha bisogno di una maestra che gli suggerisca degli ideali da poter concretizzare. Uomo e donna hanno ruoli differenti ma hanno bisogno l’uno dell’altra per completarsi. Un uomo senza donna non è nulla ma nemmeno una donna senza uomo è molto meglio. Separati siamo esseri incompleti alla ricerca di qualcosa che non troviamo; uniti, il vero uomo e la vera donna sono una forza.

La vera donna non ha bisogno di competere con l’uomo; è un essere dotato di qualità specifiche che è assurdo paragonare a quelle maschili. La donna in comunione, in cooperazione assoluta con il suo uomo, intraprende il cammino dell’amore, della verità, del rispetto delle leggi universali. Una vera donna cammina verso il futuro con amore, con dedicazione e accettazione. Ha uno sguardo sereno e parla con dolcezza e rispetto; c’è tenerezza nel suo cuore. La sua energia è costituita da vibrazioni più sottili che la elevano a un livello più spirituale. Per questo ancora oggi si dice: ‘La donna apre all’uomo la porta dell’eternità; la vera donna è una semi dea, figlia della Pachamama, della Grande Madre Cosmica, fonte di vita eterna’. E così lei è il cammino verso l’eternità, la strada che permette di fondersi con l’infinito per imparare a comprendere e a realizzarsi nella vita”.

“Cosa deve fare l’uomo assieme alla donna?” chiese Kantu molto interessata alla sua vita futura.

“L’uomo vicino alla vera donna si divinizza” spiegò con molta sicurezza Mama Maru. “Per scoprire i misteri della divinità l’uomo deve penetrare nel cuore della donna perchè la Pachamama vuole solo ciò che la donna desidera. Se la Pachamama è amore, anche la donna lo è. L’uomo deve considerare la donna come la versione della natura creatrice la cui morale si basa sul rispetto della vita”.

Hernàn Huarache Mamani La profezia della curandera

I Portatori della Fiamma si sono incarnati!!!

“La vibrazione del pianeta si sta alzando all’inverosimile e la coscienza è scossa da continui moti di rivolta.

Siamo al vertice di un vortice che è giunto all’apice.

Lo tsunami sembra fuori invece è dentro.

Il nostro pensiero si rifiuta di obbedire a un organismo sociale basato sulla filosofia del produci-consuma-crepa che giorno dopo giorno ci mastica, ci sputa e ci rimastica. Le gabbie psichiche mostrano segni di cedimento e non c’è più legge che ci possa governare.

Siamo stanchi di un Sistema dove teppisti dell’estetica progettano città-cimitero, nelle quali i corpi lentamente si decompongono trascinandosi dietro pensieri e emozioni. Siamo uomini o cadaveri? Sottraiamoci alla nostra autopsia quotidiana e apriamo nuovi varchi proprio dove gli altri hanno arretrato. C’è da esser scaltri però, perchè ogni tentativo di sottrarre la coscienza al sonno millenario rappresenta un crimine perseguibile per legge… una legge fatta da chi sul sonno delle coscienze ha costruito il suo potere.

Ma d’altronde… cos’ha da perdere un cadavere che inizia una rivolta?

Il mio pensiero non è più solido, non è più stabile, ha perso il suo vecchio aspetto compatto, monolitico. Da un po’ di tempo si è fatto liquido, sfuggente, non riducibile a una forma statica, non prevedibile, non confinabile, non rilevabile nelle statistiche. Le geometrie della mia mente non sono più euclidee. Non ragiono secondo logica. Non ho un comportamento galileiano, ho perso il metodo, non sono scientifico. Sono un’anima che non crede nella mente.

Non seguo più le “istruzioni per l’illuso“, ho deciso che in qualunque dose prenderò la medicina propinata dal Sistema che mi circonda, mi farà comunque male. E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che siamo tutti pazienti a cui nessuno è più capace di fare da medico.

Siamo anime precipitate in un reality-show e violentate dai mezzi d’informazione. La nostra psiche di fanciulli è stata deturpata dal paradigma cartesiano, molestata da professori che godevano nell’osservare le nostre coscienze rinsecchirsi sotto i colpi del ‘sapere ufficiale’. Uomini di scienza, banchieri e governanti – signori incontrastati della vostra mediocrità – una cosa ci consola: le vostre idee nascono già decrepite e moriranno con voi. Non lascerete traccia nel mondo che verrà. Il Sole del Nuovo Eone vi brucerà come vampiri.

Le iene che governano il pianeta sono protette dal consenso che trovano presso le stesse vittime che quotidianamente dilaniano. Milioni di cittadini ubriacati dalla materia, intontiti dal desiderio di possesso, schiacciati dalla paura di non avere abbastanza soldi per sopravvivere, si combattono fra loro mentre vengono immolati sull’altare della “società del consumo”. Qualcuno succhia il nostro sangue proprio sotto i nostri occhi, proprio adesso, mentre noi facciamo a gara a chi resiste di più con la testa dentro il cesso.

Iniettatemi il siero della verità e vi dirò che la nostra realtà quotidiana l’ha descritta Carpenter in Essi Vivono. Pensate che abbia triturato i Fiori del Male di Baudelaire e me li sia fumati? Chiedete al folletto con gli occhiali di Malanga se volete sapere come vanno le cose. Voglio passare dalla ragione al torto, perchè sono allergico all’approvazione popolare. Più dico il vero più divento invisibile agli ‘esperti del settore’,  e mi sottraggo all’agghiacciante possibilità che un’esperto riesca a parlare di ciò che ho scritto e detto.

Sono l’untore che striscia nella notte e infetta la mente dell’uomo medio-cre con il virus del dubbio. Le menti infette non servono ai vampiri del pianeta, perchè non sono più funzionali al Sistema. Ma l’infezione si espande e i vampiri hanno le ore contate.

Iene, ascoltate: i Portatori della Fiamma si sono incarnati: chiudetevi in casa, scavate una trincea e assoldate sicari della mafia. Ma non basterà, perchè noi veniamo dal mondo di ‘sopra’, e ci avventeremo come aquile sulle vostre teste. Temete l’ira dei giusti poichè sanno essere implacabili. Succederà come a Pompei: tutti mangiavano e bevevano e il Fuoco ha travolto il loro sonno. Vegliate dunque, poichè non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Di recente sono apparso alla Madonna… e piangevo sangue, ma non ero affranto e non sprizzavo odio dal mio Cuore, era sangue intriso di compassione, di speranza e d’impeto guerriero, era sangue alchemico, cristico… che risanava la Terra su cui cadeva. E’ il sangue di chi non si rassegna, di chi ha capito che è meglio morire piuttosto che vivere da morto. Braccato dal “pensiero medio” mi difendo con la lama della consapevolezza. Orgoglioso di appartenere a una “categoria a rischio”, lavoro senza tregua per la costruzione di una nuova Età dell’Oro. Al posto degli occhi ho due pistole e quando guardo, guardo solo per colpirti al Cuore.”

Salvatore Brizzi Risveglio –  Con gli esercizi delle antiche scuole esoteriche

ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ – CONOSCI TE STESSO

“Ti avverto, chiunque tu sia.

Oh, tu che desideri sondare gli Arcani della Natura,

se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi

non potrai trovarlo nemmeno fuori.

Se ignori le meraviglie della tua casa,

come pretendi di trovare altre meraviglie?

In te si trova occulto il Tesoro degli Dei.

Oh, uomo conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei.”

 

Oracolo di Delfi

L’immaginazione compie meraviglie…

“Le azioni mentali sono vere e proprie azioni.

Il pensiero è un’azione reale, è una forza dinamica ed è ormai un fatto certo che è estremamente contagioso; in verità è più contagioso delle epidemie.

Un pensiero di affetto, operante in voi, suscita un pensiero di affetto nelle altre persone, con le quali venite in contatto. Un pensiero d’ira di un uomo in collera produce una vibrazione simile in coloro che lo circondano. Si trasferisce da un cervello all’altro ed agisce anche sulle persone che stanno molto lontane, condizionandole ed eccitandole.

Un pensiero di gioia in voi, produce pensieri di gioia in altri. Non vi sentite forse colmi di gioia e di intenso piacere alla vista di un gruppo di bambini che giocano e saltano di felicità?

Un nostro pensiero di gioia, crea un eguale pensiero gioioso negli altri. Perciò coltivate sempre pensieri sublimi ed elevati, perchè il pensiero è estremamente contagioso.

Mantenete il cuore giovane. Non pensate mai: “Io sto diventando vecchio”. Il pensiero “io sto diventando vecchio” è una pessima abitudine da sradicare subito. Cercate di non avere mai questo pensiero. A sessant’anni dite a voi stessi: “ne ho sedici”. Diverrete ciò che pensate. Affermando questo, si afferma una grande verità psicologica: “un uomo diventa quello che pensa”. Questa è una grande verità, certissima ed evidentissima. Pensate: “sono forte” e forte diverrete. Pensate: “sono debole” e debole diverrete. Pensate: “sono pazzo” e pazzo diverrete. Pensate: “sono saggio” e saggio diverrete.

Soltanto il pensiero modella e plasma l’uomo. Ogni persona vive sempre in un mondo di pensieri ed ha il suo particolare mondo di pensieri.

L’immaginazione compie meraviglie, poichè il pensiero ha una sua forza infinita ed è, come abbiamo detto, un elemento solido. Il vostro presente è il risultato dei vostri pensieri passati ed il vostro futuro sarà secondo i votri pensieri attuali. Se pensate giustamente parlerete e agirete con giustizia. La parola e l’azione sono portate a seguire i pensieri”.

Swami Sivananda La potenza del pensiero

L’ego

“Ma l’ego è il mio senso di me stesso, no?

No. L’ego è ciò che credi di essere. Non ha nulla a che fare con Chi Sei Realmente.

Questo non contraddice un tuo precedente insegnamento, cioè che è giusto avere un amor proprio?

No. Avere amor proprio è un’ottima cosa: l’ego è necessario per sperimentare ciò che stai provando adesso, cioè la sensazione di essere un’entità separata in un mondo relativo.

Okay, adesso sono totalmente confuso.

Anche questo va benissimo. La confusione è il primo passo verso la saggezza. Folle è chi crede di avere tutte le risposte.

Insomma, avere un ego va bene o non va bene?

Questa è una domanda complessa.

Voi siete entrati nel mondo relativo (quello che Io definisco il Regno del Relativo) per sperimentare ciò che non potreste provare nel Regno dell’Assoluto. Cercate di sperimentare Chi Siete Realmente. Nell’Assoluto potete saperlo, ma non sperimentarlo. E il desiderio della vostra anima è quello di conoscersi attraverso l’esperienza. Il motivo per cui nel Regno dell’Assoluto non potete sperimentare nessun aspetto di Chi Siete Realmente è che in quella dimensione non c’è nulla che voi non siate.

L’Assoluto è l’assoluto. Il Tutto di Ogni Cosa. L’Alfa e Omega, senza nulla nel mezzo. Non ci sono gradi dì “assolutezza”. I gradi di qualunque cosa possono esistere soltanto a livello relativo.

Il Regno del Relativo è stato creato allo scopo di permettervi di conoscere Voi Stessi come esseri magnifici, tramite l’esperienza. Nel Regno dell’Assoluto non c’è altro che la magnificenza, quindi la magnificenza “non è”.

Ovvero, non può essere sperimentata, non può essee conosciuta tramite l’esperienza, perché non è possibile sperimentare la magnificenza in assenza di ciò che, non è magnifico. In verità, siete Uno con tutte le cose. questa è la vostra magnificenza! Eppure, mentre siete in questo stato di unità con il tutto, non potete conoscerla, perché non esiste nient’altro, e quindi essere Uno con tutte le cose non significa nulla. Nella vostra esperienza, siete semplicemente “voi” e non sperimentate in e alcun modo la magnificenza di tutto ciò.

L’unico modo che avete per sperimentare la magnificenza di questa unità è quello di creare una condizione in cui non essere Uno con tutte le cose sia possibile. Ma poiché nel Regno dell’Assoluto, che rappresenta la realtà ultima, tutto è Uno, creare qualcosa che non sia parte di tale unità è impossibile.

Non è impossibile, tuttavia, creare l’illusione di non essere Uno con tutto. È stato questo il motivo per cui è stato creato il Regno del Relativo. E come il paese delle meraviglie di Alice, in cui le cose non sono ciò che sembrano.

Il vostro ego è lo strumento principale che avete a disposizione per creare tale illusione. Vi permette di immaginarvi separati da Tutto il Resto di Voi. È la parte di voi che vi vede come individui.

Voi non siete individui, eppure dovete individualizzarvi, per comprendere e apprezzare l’esperienza del tutto. Perciò, in questo senso, avere amor proprio è “bene”. Lo è alla luce dì ciò che tentate di fare.

Ma averne troppo non va bene, rispetto a ciò che state cercando di fare. Il vostro scopo è quello di usare l’illusione della separazione per comprendere e apprezzare meglio l’esperienza dell’Unione, che rappresenta Chi Siete Realmente.

Quando l’amor proprio diventa così forte che riuscite a vedere soltanto il vostro Sé separato, perdete ogni possibilità di sperimentare il Sé unificato e siete perduti. Vi siete letteralmente smarriti nel mondo dell’illusione e vi tocca restarci per molte vite, finché riuscirete a liberarvene, o finché qualcun altro, un’altra anima, non vi aiuterà a uscirne. Questo significa l’espressione “restituire le persone a se stesse”. Questo è ciò che le Chiese cristiane intendevano con il concetto di “salvatore”. L’unico loro errore è stato quello di proporsi quale unico strumento di “salvazione”, rafforzando così l’illusione della separazione, proprio quella separazione da cui in teoria cercano di salvarvi. Insomma, capire se è o meno una buona cosa avere amor proprio è una questione complessa: tutto dipende da ciò che state cercando di fare.

Se usate l’ego come uno strumento attraverso il quale sperimentare la Realtà Unica, è un bene. Se è l’ego a usare voi per impedirvi di sperimentare tale realtà, non è un bene.

Comunque potrete sempre scegliere liberamente, rispetto a ciò che siete venuti a fare qui. Se trovate piacevole non sperimentare voi stessi come parte dell’Uno, avete la scelta di non fare quell’esperienza proprio adesso. Solo quando ne avrete avuto abbastanza della separazione, dell’illusione, della solitudine e del dolore, cercherete la via per tornare a casa. E scoprirete che Io sono lì, che sono sempre stato lì.

Sempre. In tutti i modi.”

Conversazione con Dio – Un dialogo fuori dal comune di Neale Donald Walsch