Triora: il Paese delle Streghe

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L’energia del femminile ha accompagnato l’umanità sin dai suoi primordi, attraverso la percezione di una Grande Madre, rappresentazione di una forza magica in grado di donare la vita e accogliere nel suo grembo la visione di mondi superiori. La donna, in quanto rappresentazione terrena della dea madre, era considerata come dea, sacerdotessa e sciamana, incarnazione del Sole, fonte di vita e simbolo dell’estasi magistica vissuta nell’accoppiamento. Il depotenziamento della dea avviene nel momento in cui le prime civiltà fiorite intorno al 4000 a.c. presentano la donna come la consorte del Dio o la garante del potere del Dio, ovvero colei che assiste o salva l’amato, riportandolo talvolta in vita, affrontando viaggi e iniziazioni. Pensate al viaggio compiuto dalla dea sumera Ishtar per riportare in vita Tammuz e a Iside che ricompone le parti disperse del corpo di Osiride per concepire il figlio Horus.

Con l’avvento dei monoteismi, la donna assume due visioni contrapposte: diviene la tentatrice e peccatrice, associata al peccato originale, la strega, figlia di Lilith, la prima moglie di Adam, una donna terrificante che trascina nell’Ade l’uomo conducendolo alla disperazione e la vergine, la Madonna, rivelazione divina, associata alla purezza e all’innocenza che dona la vita al Sole, il futuro Messia. La dicotomia del femminile crea una frattura nel tessuto intuitivo dell’umanità, conducendo l’umanità ad associare il bene e il male all’energia del femminile, quel male che d’ora in avanti, a causa dell’ignoranza e della paura, sarà la causa di ogni avversità.

Sono proprio tali disgrazie quali le carestie e gli sconvolgimenti climatici che determinarono il bisogno di creare un capro espiatorio che doveva espiare ‘i peccati’, poiché il comportamento dissoluto di coloro che avevano deciso di ricercare Dio nella propria interiorità era visto in modo negativo da parte di coloro che si definivano ‘i veri agenti di Dio’. La persecuzione iniziata con i Catari nell’XI secolo e la lotta all’eresia si diffuse ad ampio raggio raggiungendo il suo apice con lo scontro e il desiderio di eliminare quell’energia creatrice rappresentata dalle donne.

Recentemente ho avuto l’opportunità di visitare Triora, un antico borgo medievale dominante la valle Argentina in Liguria, divenuto famoso per alcuni processi di stregoneria. Alcune donne locali vennero accusate di essere le artefici delle continue pestilenze, piogge acide, uccisione di bestiame e addirittura di cannibalismo verso bambini in fasce. Nel 1587 una terribile carestia e il cattivo tempo convinsero i disperati abitanti che le streghe erano la causa di una così grave sventura. L’Inquisitore di Genova e Albenga e il prete Girolamo del Pozzo furono chiamati a verificare i sospetti del parlamento locale e in un batter d’occhio 20 donne si trovarono al centro del mirino. Le 20 streghe diventarono subito 30 e continuarono a moltiplicarsi in un crescendo di paranoia e denunce fatte sotto tortura. Alcune delle accusate facevano parte di importanti famiglie. Prima della fine del processo una si era tolta la vita e un’altra era morta torturata. Almeno 4 presunte streghe furono bruciate. A Triora c’è un museo dedicato ai processi dell’Inquisizione e alla ricostruzione delle torture. Qui trovate il sito ufficiale del Museo etnografico e della stregoneria di Triora.

Vi invito a recarvi a Triora: un’avventura che vi permetterà di non dimenticare i Sogni di ogni donna accusata di stregoneria che risiedono nel ContinuoInfinitoPresente…

Un abbraccio

Irene

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2 thoughts on “Triora: il Paese delle Streghe

  1. Bellissimo borgo, ho visitato il museo e ho scritto un articolo, tempo fa, sul mio sito. Consiglio veramente ai lettori di andare a visitare questo paese. Un abbraccio

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