L’occhio di Horus

quandro horus

– Tutto dipende dalla nostra vista, – disse Eleonora, alzando gli occhi. – Non a caso è il senso più sviluppato dall’uomo contemporaneo. Se l’uomo non può vedere con i propri occhi le verità che gli vengono rivelate, allora vuol dire che non esistono. Ci occorrono nuovi occhi…
– In realtà tali verità sono attorno a noi ad ogni istante, – rispose l’Alchimista accavallando le gambe. – Non esistono per l’uomo che non ha ancora acquisito l’occhio spirituale, l’occhio animico. Nel sogno noi viaggiamo attraverso la conoscenza spirituale, abbiamo accesso a mondi superiori, il nostro corpo astrale può penetrare all’interno dei segreti dell’umanità, ma è un cammino arduo e irto di ostacoli. Solo coloro che provano una vera devozione di fronte alla Verità e alla Conoscenza possono ascendere alle Strade Alte.
L’occhio sinistro di Eleonora emise un bagliore luccicante.
– Lei possiede tale dono. I suoi occhi vedono oltre. Ma per giungere alla Grande Opera dovrà trovare la sua parte destra. La Luna deve sposarsi alchemicamente con il Sole.
– Ma cosa significa? – chiese la donna, sconcertata.
– O
ra lei sa. L’Amore le suggerirà la strada da intraprendere.

Brano tratto dal romanzo “L’occhio di Horus” di Irene Belloni

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