Specchi Esseni

“Secondo gli Esseni tutte le relazioni umane devono essere interpretate per capire che cosa hanno di specifico da comunicarci su noi stessi e sul modo che ognuno di noi ha di interpretare la realtà. Ogni cosa che accade all’esterno è lo specchio di come siamo noi all’interno (concetto comune a molte antiche tradizioni – Huna, Buddhismo, Taoismo, ecc.). Tutto ciò che ci circonda ci fa da specchio per aiutarci a conoscerci meglio e scoprire chi siamo e che cosa siamo venuti a fare qui sulla Terra, qual è la nostra visione di nascita.

Ricordate l’adagio “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”? Niente di più azzeccato. Ma a chi spetta interpretare il “chi sei” nel senso più ampio del termine?
“Io sono colui che sono”… ovvero il nostro vero Sè, la parte Divina che è in ognuno di noi, la nostra vera essenza slegata dall’Ego.

E ancora (com’è importante la ripetizione in ogni dettaglio per acquisire le memorie utili in ogni frammento), come insegna la tecnica HO-OPONOPONO, tutto ciò che accade nella mia Realtà dipende da me, dalle mie credenze più profonde. Tutti noi siamo UNO e tutta la realtà è UNO!

Quindi partendo da questi presupposti, il giudizio, il preconcetto, la critica verso l’altro perdono completamente significato, in quanto l’altro sono io e i suoi comportamenti che influenzano la mia realtà dipendono dal fatto che sono io che permetto questo. Tutto ciò che mi accade ha sempre un significato e mi accade esclusivamente per darmi l’opportunità di evolvere.

Tornando agli Esseni, essi avevano formulato una teoria secondo la quale ogni accadimento e ogni persona (l’Altro) che era coinvolta nella nostra vita aveva sempre qualcosa di ben specifico da insegnarci. Gli antichi Esseni identificarono in una bella e chiara teoria il ruolo delle relazioni interpersonali, catalogandole in 7 categorie corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ogni uomo vive nel corso della sua esistenza. Gli Esseni li hanno definiti “specchi” perchè, in ogni situazione delle nostra vita, la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dagli atteggiamenti e dal modo di agire di chi ci sta vicino.

Specchio n. 1 : è quello che fornisce le indicazioni circa ciò che io sto inviando nella realtà esterna ora. L’atteggiamento delle persone che mi circondano rispecchia il mio attuale stato d’animo.

Specchio n. 2 : è quello che fornisce le indicazioni circa ciò che io sto giudicando e come lo sto facendo. Se le persone che mi sono vicine mi fanno arrabbiare, ciò significa che io sto giudicando esattamente l’atteggiamento che mi procura rabbia. Ed è su questo che devo applicarmi per dissolvere il giudizio.

Specchio n.3 : è quello che fornisce le indicazioni circa ciò a cui sto rinunciando ed è rappresentato da individui con i quali siamo in particolare sintonia.

Specchio n. 4 : è quello che fornisce le indicazioni circa ciò da cui io in questo momento dipendo (dipendenza affettiva, economica, mentale, ecc.)

Specchio n. 5: è quello che fornisce le indicazioni circa il rapporto con l’essenza del Divino e si può individuare attraverso la relazione che abbiamo con i nostri genitori.

Specchio n. 6: è quello che fornisce le indicazioni circa la nostra vera essenza: è stato definito “l’oscura notte dell’anima” perchè attraverso questo specchio possiamo comprendere quant’è e qual è il potenziale della forza interiore.

Specchio n. 7: è quello che ci fornisce le indicazioni circa la perfezione della vita.

Qualunque esperienza si manifesti in verità non ha mai nulla di sbagliato, tutto è esattamente come deve essere. Ecco quindi che osservando i nostri rapporti con il prossimo possiamo comprendere tante cose di noi stessi, cose a cui magari non avremmo fatto caso. L’immagine che ci arriva attraverso gli altri rispecchia semplicemente aspetti di noi su cui vale la pena riflettere. Bisogna sempre ricordare che , quando vediamo qualcosa di sbagliato negli altri, quell’errore esiste dentro di me. Poichè tutto è Uno, chi cura viene curato e, se io miglioro, il mondo migliora. Bisogna assumersi questa responsabilità. Non è necessario che nessun altro segua questo processo: è sufficiente che lo faccia io e tutta la mia realtà sarà perfetta.

Colpevolizzare gli altri è il grande tranello che ci tende l’ego che sceglie continuamente la via più facile, e meno responsabile, per interpretare, giudicare e occuparci “del fuori”. Lo facciamo per abitudine, per convenienza e per “consolazione”. Allenarci a vedere nell’altro quello che non funziona o ci indispone in noi stessi, ci rende protagonisti della nostra creazione in modo profondo e attivo. Se io ho una credenza limitante o una memoria “pericolosa” nel mio subconscio nella mia realtà non possono manifestarsi certe circostanze. Io sono responsabile di tutto, anche dei pensieri e delle azioni degli altri.

Quando qualcosa non va nella mia vita, anche se è qualcosa che mi ferisce, che mi fa stare male, devo comunque considerarlo una fortuna, perchè quell’evento, per quanto nefasto, mi dà l’opportunità, essendone io il responsabile, di correggere degli errori che sono nel mio subcosciente”

Josaya HO-OPONOPONO

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