Siamo macchine che producono la realtà

L’essere umano riceve 400000 miliardi di informazioni al secondo ma ne registra solo 2000. Le informazioni che processiamo e assorbiamo dall’ambiente sono interpretate in base alle esperienze che abbiamo avuto nella nostra esistenza. Se pratichiamo ripetutamente lo stesso pensiero, le cellule nervose stabiliscono tra di loro delle solide relazioni a lungo termine. Per esempio, se ci lamentiamo quotidianamente, o soffriamo ogni giorno, diamo vita alla vittimizzazione nella nostra vita. Tutto ciò è dovuto al fatto che i pensieri fissi tendono a stabilire delle relazioni solide tra le cellule nervose, determinando l’identità della persona. Per eliminare la tristezza è perciò necessario interrompere questi pensieri e rompere le relazioni tra le cellule nervose che abbiamo precedentemente instaurato.

Le emozioni che sperimentiamo sono create da sostanze chimiche, definite peptidi, e sono assemblate in una zona del cervello: l’ipotalamo. Vi sono peptidi per il dispiacere, per la tristezza, per la vittimizzazione, e per la gioia. Se sperimentiamo uno stato emozionale è perché l’ipotalamo ha prodotto i corrispondenti peptidi e li ha liberati nel sangue. Una volta essere stati immessi nel sangue, essi raggiungono le cellule agganciandosi a un recettore. La cellula è la più piccola unità di coscienza del corpo. Se siamo spesso tristi, questo è dovuto al fatto che la tristezza è divenuta per noi una necessità chimica. Noi abbiamo bisogno di essere tristi per determinare un’euforia chimica, e così spesso provochiamo situazioni negative per soddisfare questa sensazione. Pensate alla tipica persona che soffre di vittimismo. Ogni volta che la incontrate vi parla di qualche sventura che gli è capitata da poco. Voi provate a darle dei consigli, le date il vostro punto di vista, ma niente… Quando la rincontrate a distanza di alcuni giorni, vi racconta di qualche altra terribile situazione nella quale si è trovata. Il motivo di questo atteggiamento? Ansia biochimica delle cellule che provoca il bisogno di “tristezza”.

Come far fronte all’euforia chimica? Come eliminare le solide relazioni tra cellule nervose che provocano emozioni negative? Interrompendo il pensiero. Già, proprio così. Smettete di pensare e tentate di costruire nuove esperienze. Cercate di far adeguare l’ambiente alla realtà che desiderate. Smettete di soddisfare un’euforia che vi danneggia a livello fisico e mentale.

Siamo macchine che producono la realtà.

Se siete interessati all’argomento, vi consiglio il documentario “What the Bleep Do We Know?”.

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