Cospirazione

Il termine ‘cospirazione’ si utilizza quando si vuole indicare una cospirazione reale e provata, supportata da elementi che ne attestano la plausibilità mentre in ambito sociologico si preferisce il termine ‘teoria del complotto’ in quanto essendo una teoria, la cospirazione si rivela presunta e non vi sono prove attendibili per dimostrare che l’evento è ricollegabile ad una trama oscura. Il complotto determina la paura, la paranoia, e l’incapacità di spiegare un evento o un comportamento che può colpire l’immaginario collettivo e spingere le persone a vedere nell’alterità il nemico, come avvenne per esempio verso la fine del XVI secolo quando la società puritana degenerò attribuendo fenomeni di isteria all’influenza di streghe. L’incomprensione di fronte ad una serie di comportamenti, quali convulsioni, attacchi epilettici e trance portò all’uccisione di venti persone secondo la tesi che tutto ciò era provocato da Satana. Nel Maccartismo, il periodo che durò dalla fine degli anni Quaranta fino alla metà degli anni Cinquanta del XX secolo, vi fu un altro tipo di paura denominata Red Scare, la paura di influenze comuniste all’interno delle istituzioni statunitensi. Questo timore portò ad una forma di persecuzione contro coloro sospettati di essere comunisti attraverso controlli di sicurezza interni agli impiegati del governo federale, investigazioni nell’esercito statunitense, ad alcuni europei simpatizzanti per le sinistre ed ai liberal che lavoravano  nell’ambiente di Hollywood. Infine la paura di una minaccia comunista determinò diversi processi e persino una condanna a morte verso coloro che venivano accusati di seguire questa ideologia.

A partire dall’assassinio di John Fitzgerald Kennedy il 22 novembre del 1963 a Dallas, in Texas e dell’omicidio di Lee Harvey Oswald, il presunto assassino, avvenuto due giorni dopo, si è sviluppata una sorta di conspiracy culture in cui non vi è più l’ossessione per un nemico fisso ma un sospetto generalizzato circa forze cospirative. Peter Knight in Conspiracy Culture: From Kennedy to the X-Files  tratta di questo cambiamento e scrive “The style of conspiracy culture has accordingly changed from a rigid conviction about a particular demonized enemy, to a cynical and generalized sense of ubiquity – and even the necessity – of clandestine, conspiring forces in a world in which everything is connected.”[1] La logica della cospirazione è divenuta una risorsa dalla quale la letteratura ha attinto a partire dagli anni Sessanta e la sensazione di paranoia, il credere che vi sia un sistema ordinato dietro al caos del mondo è uno dei temi più ricorrenti della letteratura postmoderna che accomuna autori quali Don DeLillo e Thomas Pynchon. DeLillo tratta in molti dei suoi romanzi la cospirazione del dopoguerra, ovvero il momento in cui “paranoia replaced history in American life”[2], in Libra. Lee Oswald e il complotto per l’assassinio del presidente Kennedy  inquadra il delitto in un torbido intreccio tra Cia, Fbi e malavita organizzata legata alla mafia. In Underworld affronta la storia segreta della conspiracy culture, dall’ossessione che vi era durante la Guerra Fredda e che rappresentava una risorsa di stabilità fino alle teorie cospirative create per spiegare ciò che appare incomprensibile.

Il linguaggio ha sempre cercato di rappresentare la realtà, offrendosi per creare ordine dietro all’apparente caos del mondo. Le teorie cospirative hanno tentato così di adottare un racconto veritiero per spiegare l’inspiegabile. Non voglio lasciarmi sedurre da una narrazione per descrivere gli eventi. Preferisco osservare l’immensità dell’ignoto e percepire con il cuore ciò che la mente non può comprendere, abbandonando l’odio e la rabbia, automi innalzati all’improbità.


[1] Knight Peter, Conspiracy Culture. From the Kennedy Assassination to The X-Files, London, Routledge, 2000, p.3. [“Lo stile della cultura della cospirazione è perciò variato da una convinzione inflessibile circa un particolare nemico reso simile ad un demonio, ad un senso generalizzato e cinico di onnipresenza – e anche di necessità – di forze cospirative e clandestine in un mondo in cui ogni cosa è collegata.”]

[2] Ivi, p.226. [“la paranoia sostituisce la storia nella vita americana.”]

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