Storytelling

 

Per storytelling si intende la comunicazione degli eventi attraverso le parole, le immagini e i suoni spesso per improvvisazione o abbellimento. Le storie e le narrazioni sono state condivise da ogni cultura allo scopo di intrattenere, educare, preservare la cultura e inculcare valori morali. La narrazione, ovvero l’esposizione di eventi lungo l’asse del loro accadere, è una forma fondante del pensiero umano anteriore alla letteratura che esiste sin dal momento in cui l’uomo acquisì la capacità del linguaggio. Le prime forme di storytelling avvennero presumibilmente per mezzo di gesti ed espressioni. Per questo motivo le iscrizioni rupestri possono essere considerate un rudimentale modo di creare narrazione. Prima dell’avvento della scrittura le storie erano tramandate oralmente di generazione in generazione, esse subivano man mano dei mutamenti dovuti al continuo scambio nel tempo. Ancora oggi possiamo notare l’incostanza e la permeabilità delle storie raccontate e questo è compreso sin dalla più giovane età attraverso il gioco nominato ‘telefono senza fili’,  una frase o una parola comunicata man mano tra compagni di classe subisce diverse modiche fino a cambiare totalmente l’essenza del suo significato. Questo gioco all’apparenza infantile ci fa riflettere sull’importanza della scrittura che permette di fissare nel tempo il racconto.

Grazie alla crescente alfabetizzazione nella letteratura del 900 si assiste ad un aumento esponenziale della dicotomia tra letteratura ‘alta’ e ‘bassa’, mentre la prima si è sviluppata in modo sperimentale prendendo le distanze dalle forme semplici di narrazione, la seconda si è imposta attraverso la letteratura di massa, il cinema di intrattenimento e la televisione. Questa fruizione continua di storie senza alcuna apparente fine se non di entertainment ha comportato la nascita di una nuova forma di storytelling che sta conoscendo negli Stati Uniti, dalla metà degli anni Novanta, un successo sorprendente, che è stato definito come un trionfo, una rinascita o ancora meglio un revival. È una forma di discorso che si impone in tutti i settori della società e trascende i confini politici, culturali e professionali, realizzando quello che i sociologi hanno chiamato narrative turn, poi paragonato all’ingresso in una nuova epoca, l’‘epoca narrativa’. Il concetto stesso di narrazione viene banalizzato e confuso con un semplice scambio di aneddoti.

Christian Salmon offre un’analisi dell’applicazione di questa tecnica nell’ambito della pubblicità, del management e della politica nel saggio intitolato Storytelling: la fabbrica delle storie.Nel marketing il logo viene soppiantato dalla brand story, le merci e i marchi hanno perso il loro statuto di oggetti e di immagini reificate, essi catturano raccontando una storia che corrisponda alle aspettative. Perciò i consumatori non sono più attratti da un prodotto o da uno stile ma da un’ ‘universo narrativo’. Inoltre, il racconto diventa l’affare del management. Nel primo management, quello di Taylor e Fayol, l’imposizione del silenzio era basilare poiché la parola degli operai era assimilata alla distrazione, al rilassamento o ad una forma di resistenza passiva, una fonte di sospetto per la preparazione di scioperi e blocchi del lavoro delle officine. Paradossalmente, la ‘svolta narrativa’ degli anni Novanta ha comportato l’utilizzo del racconto come aneddoto per motivare il dipendente. “Lo storytelling permette un’evoluzione rapida delle idee, anche complesse, favorisce la condivisione e la creazione di conoscenze, attiva e motiva gli impiegati, e riduce i blocchi e le tensioni all’interno del gruppo.”[1]

L’idea di Roland Barthes, che si afferma Parigi in una ristretta cerchia di ricercatori dell’école des Hautes Études, del racconto come una delle grandi categorie della conoscenza che ci permettono di comprendere e ordinare il mondo trova spazio mediatico forse per la prima volta in un editoriale del New York Times dedicato alle elezioni americane. È interessante notare l’affermazione di Evan Cornog, Professore di giornalismo alla Columbia University per notare l’importanza dello storytelling nella politica. “L’essenza della leadership e il segreto del successo dei presidenti, negli Stati Uniti, è lo storytelling.”[2] La fabbricazione delle storie diventa così un modo per conquistare il potere ed esercitarlo, non si tratta più di trasmettere informazioni o illustrare decisioni ma di agire sulle emozioni e sugli stati d’animo degli elettori, considerati sempre più come il pubblico di uno spettacolo.

Per quanto ancora vogliamo essere spettatori passivi?


[1] Salmon Christian, Storytelling. La Fabbrica delle storie, Roma, FaziEditore, 2008, p.52.

[2] Ivi, p.103.

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